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🇺🇦 Ucraina accerchiata

Il capo dell’intelligence militare dell’Ucraina, generale di brigata Kyrylo Budanov, ha affermato che la Russia si appresta ad attaccare su larga scala il paese entro la fine di gennaio 2022. Per il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov Ã¨ «isteria alimentata intenzionalmente», un pretesto per gli Stati Uniti di «inviare loro stessi le loro forze armate».

Perché conta: Kiev considera le vaste esercitazioni militari russe di aprile e settembre (Zapad-21) come preposizionamenti in vista di un’offensiva. Il numero di militari russi attualmente nelle prossimità del confine si attesterebbe a 92 mila, ma potrebbe essere incrementato agevolmente nel giro di pochi giorni. A differenza delle apparecchiature, gli uomini possono essere mobilitati in modo repentino, anche in borghese.

Gli Stati Uniti hanno condiviso informazioni classificate con gli alleati europei, che mostrano un concentramento di truppe russe e di artiglieria finalizzato a una rapida spinta su larga scala. Le immagini delineano uno scenario nel quale le truppe irromperebbero in Ucraina dalla Crimea a sud, dal confine russo a est e dalla Bielorussia a nord, con circa 100 gruppi tattici. Secondo l’ufficiale ucraino, una tale aggressione prevederebbe attacchi aerei, di artiglieria e corazzati, oltre ad assalti anfibi a Odessa e Mariupol, mentre l’incursione dalla Bielorussia sarebbe più contenuta e con finalità diversiva.

Il rinnovato sodalizio tra Vladimir Putin e Aljaksandr LukaÅ¡Ä—nka preoccupa le autorità di Kiev. L’avallo di 28 programmi per l’Unione statale tra Russia e Bielorussia, corredato da una dottrina militare congiunta, permetterebbe a Mosca di schierare proprie truppe anche lungo il confine settentrionale dell’Ucraina. Di più: il sollecitato dispiegamento di batterie terra-terra Iskander-M a capacità nucleare nel cuneo bielorusso renderebbe qualsiasi lembo di terra ucraina vulnerabile alla missilistica tattica della Federazione.

L’accerchiamento a nord e il monopolio navale russo nel Mar Nero spingono i russi a ritenere improbabile una massiccia concentrazione di truppe americane nell’Ucraina centro-orientale. Nessun generale assennato sarebbe lieto di condurre o stazionare le proprie truppe in quella che si presenta come un’enorme sacca priva di elementi orografici difensivi. Ma è altrettanto consapevole dell’effetto logorante sulle forze moscovite, dato da un flusso costante di materiale bellico statunitense all’esercito di Kiev. Inoltre, l’occupazione militare produrrebbe danni d’immagine difficilmente ricomponibili sia all’interno sia all’esterno del paese invaso.

Ecco perché Putin continua a sperare in un riassorbimento glorioso – cioè senza versamento di sangue – dell’Ucraina nel russkij mir (mondo russo).