Analisi

🇮🇱🇷🇴🇹🇷 Israele chiama la Romania nell’asse contro la Turchia

Lo Stato ebraico vuole includere il paese carpatico nell’arco di contenimento ai danni di Ankara che va dal Golfo Persico ai Balcani. Nata come collaborazione energetica, l’intesa si approfondisce in campo militare e d’intelligence.

1. Lo scorso 16 aprile i ministri degli Esteri di Grecia, Cipro, Israele ed Emirati Arabi Uniti (Eau) si sono incontrati a Paphos, nell’isola cipriota, per suggellare una nuova intesa strategica volta a proteggere gli interessi congiunti nello spazio terracqueo compreso tra il Golfo Persico e l’Epiro. I vantaggi di questa intesa riguardano l’ambito economico, energetico e soprattutto militare. 


Nato a Nicosia nel 2016 sull’asse ellenico-israeliano, il formato si è rapidamente esteso alla controparte emiratina che teme la minaccia dell’Iran e l’attivismo regionale della Turchia. L’allora primo ministro israeliano Binyamin Netanyahu aveva predetto che l’asse strategico in fieri non sarebbe rimasto un club esclusivo ristretto al perimetro dei paesi fondatori. Oltre a favorire la normalizzazione dei rapporti diplomatici fra i due attori mediorientali, gli accordi di Abramo sottoscritti da Israele ed Emirati Arabi Uniti nel settembre 2020 hanno infatti favorito l’inclusione del paese arabo in un’«empia alleanza» (unholy alliance) impensabile soltanto pochi anni prima. Il fatto che le due nazioni cristiano-ortodosse, lo Stato ebraico e la monarchia sunnita siano tanto divergenti su…

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