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🇺🇸🇷🇴 Americani in Romania

La US Air Force ha annunciato un investimento di 152 milioni di dollari per l’ammodernamento della base aerea 71 “Emanoil Ionescu” di Câmpia Turzii in Romania. I quindici progetti nel centro aeronautico della Transilvania verranno finanziati attraverso i fondi della European Deterrence Initiative, il programma della Casa Bianca per la sicurezza nel Vecchio Continente. I lavori cominceranno già nel mese di maggio.

Perché conta: Gli investimenti diretti americani in Romania suffragano l’intento di consolidare il fianco orientale della Nato. E confermano che nel Trimarium ogni nuovo progetto statunitense ha sempre un risvolto geostrategico.
Le opere di ammodernamento sono funzionali a una presenza a lungo termine delle truppe e dei velivoli americani nel paese neolatino. L’ubicazione della base è considerata strategica per la sua centralità nello spazio del Trimarium. I droni statunitensi Mq-9 Reaper ivi dislocati a gennaio possono efficientemente operare nella raccolta di informazioni su tutti e tre i fronti marittimi: Baltico, Adriatico, Nero (ed Egeo). La posizione della base permette il rapido intervento militare (bombardamenti) nei più caldi teatri dello spazio balcanico-eusino: Russia-Ucraina, Turchia-Grecia, Balcani occidentali. Ma la pluridirezionalità della proiezione strategica non è il solo pregio della “Emanoil Ionescu”. La collocazione nell’entroterra carpatico consente di sfuggire a eventuali attacchi aeronavali provenienti dal Mar Nero. Sarebbe la base aerea multinazionale “Mihail Kogălniceanu” vicino alla costa ad assorbire il primo impatto in caso di guerra, ripartendo tra gli alleati della Nato il grosso delle perdite e permettendo alla più riparata aviazione statunitense di organizzare la riscossa. Le condizioni geostrategiche del luogo e le tensioni tra Stati Uniti e Russia rendono altamente probabile anche il dispiegamento dei moderni caccia multiruolo F35 Lightning II, al fianco dei già presenti F22 Raptor.
Tra i lavori non vi è solo la ristrutturazione dell’esistente, ma anche la realizzazione di un centro di comando – per ora Câmpia Turzii risponde ad Aviano – e la costruzione di un nuovo deposito di munizioni. Non si può escludere che l’arsenale aggiuntivo possa ospitare bombe atomiche a stelle e strisce per armare i caccia di quinta generazione. Magari provenienti dalla sempre discussa base Nato di İncirlik (Turchia) o, più semplicemente, da Ghedi (Italia).

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