Mio commento su Il Mondo Oggi, 3 dicembre 2018. Link


Il 1° dicembre l’intera Romania si è raccolta ad Alba Iulia (Transilvania) per celebrare solennemente il centenario dell’unione degli storici principati di Transilvania, Bucovina e Bessarabia al regno di re Ferdinando (e regina Maria), con Bucarest come capitale; la Grande Romania interbellica.

L’anniversario è molto sentito nello spirito nazionale romeno ed è stato commemorato con eventi culturali e progetti infrastrutturali tutto l’anno. Ma per l’occasione clou il “sassone di Transilvania”, presidente Klaus Iohannis, ha annunciato la promulgazione della legge per la realizzazione dell’autostrada A8 (Târgu Mureș-Iași-Ungheni). Meglio nota con il nome di autostrada Unirii, simboleggia una Romania moderna che – collegando tra loro i remoti “principati periferici” – rinuncia alla visione di Stato-nazione eccessivamente centralizzato.

Inoltre, la nuova via di comunicazione ricorda il leggendario tragitto compiuto dall’uro moldavo in fuga dall’eroe romeno Dragoş prima di soccombergli e l’orientamento fortemente unionista di Bucarest, che vive la separazione statuale della Moldova come una lacerante ferita. La reintegrazione della Bessarabia è considerata in Romania un obiettivo nazionale primario e come tale è supportato dall’intero arco costituzionale, diaspora e minoranze etniche comprese.

Perciò non dovremo stupirci se durante l’imminente semestre romeno della Commissione Ue si parlerà con maggiore insistenza dei progetti infrastrutturali ed economici in favore dell’integrazione della piccola Moldova negli standard comunitari, propedeutici a una nuova Unirea.