La Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) elargirà un prestito di 60 milioni di euro alla compagnia romena Transgaz per la realizzazione del gasdotto che collegherà Bulgaria, Romania, Ungheria e Austria (Brua), un progetto da 479 milioni di euro finanziato in parte anche dall’Unione Europea e dalla Banca europea degli investimenti (Bei). L’infrastruttura potrà collegarsi ai corridoi est-ovest del gas diretti dall’Asia Centrale al Vecchio continente. E rappresenta un esempio del tipo di cooperazione perseguita dai paesi dell’Europa centro-orientale nell’ambito dell’Iniziativa dei Tre Mari, volta proprio a realizzare assi viari ed energetici. Con l’obiettivo, fra gli altri, di ridurre l’esposizione ai ricatti del gas made in Russia.

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I 1318 chilometri del corridoio Brua permetteranno una maggiore interconnessione tra i quattro paesi del segmento meridionale del Trimarium e un accesso quasi diretto alle infrastrutture che comporranno il Southern Gas Corridor (Tap + Tanap + Bte), una iniziativa della Commissione europea volta a diversificare gli approvvigionamenti energetici e a ridurre la dipendenza dal gas russo. Non solo, la nuova condotta consentirà anche un’efficiente distribuzione delle future produzioni offshore nel Mar Nero che tanto interessano i produttori romeni.

Il direttore generale di Transgaz, Ion Sterian, ha dichiarato di apprezzare “lo sforzo fatto dalla Bers nel creare opportunità significative per gli operatori del trasporto del gas naturale lungo la rotta Brua, che contribuirà alla riduzione del divario tra i corridoi est-ovest e nord-sud”. Il direttore regionale della Bers, Matteo Patrone, ha affermato che “la collaborazione con Transgaz ha alzato di molto l’asticella degli obiettivi per il paese; crediamo che si materializzeranno altre opportunità per lo sviluppo delle infrastrutture strategiche e nel settore dei trasporti”.
In effetti, la Bers è il principale investitore istituzionale della Romania con 29 progetti finanziati nel 2017 per un valore complessivo di 546 milioni di euro.

Spinta dal rinato entusiasmo unionista, la Romania è attivissima in campo energetico anche allo scopo di azzerare l’insicurezza energetica della Repubblica Moldova. È notizia di oggi che proprio Transgaz ha vinto il bando di gara per la privatizzazione del distributore moldavo Moldvestransgaz, con l’impegno di investire nell’azienda almeno 93 milioni di euro nei primi due anni. L’interesse romeno per la compagnia di Stato moldava è palese: accelerare la costruzione del gasdotto Iaşi-Ungheni-Chişinău svincolando definitivamente la piccola nazione sorella dalla dipendenza energetica da oriente. Nelle intenzioni, il progetto dovrà essere concluso entro la fine del 2018, anno del centenario della grande Unirea.

Bucarest segue con molta attenzione il processo di integrazione economica (e forse militare) dei paesi del Trimarium; ma ancor di più è attenta a cogliere ogni opportunità per l’integrazione-assimilazione infrastrutturale della Moldova.