Commento inserito nella rubrica quotidiana di Limes del 6 dicembre. Link

Il leader del partito Forze nuove, ex governatore dell’oblast di Odessa ed ex presidente georgiano Mikheil Saakashvili è stato (momentaneamente) arrestato a Kiev con l’accusa di aver violato tre articoli del codice penale ucraino attinenti alle infrazioni della criminalità organizzata.

L’Sbu (l’intelligence ucraina) ha inaspettatamente provveduto alla perquisizione dell’abitazione dell’ex fidato amico di Petro Porošenko. L’interessato, sentendosi braccato dagli agenti, ha minacciato di gettarsi dal tetto del palazzo invocando la ribellione dei propri sostenitori contro la corruzione governativa. La reazione di una piccola, ma animosa, folla ha provveduto alla liberazione coercitiva del proprio leader già accomodato nel blindato delle forze dell’ordine.

L’accusa rivolta all’acerrimo nemico di Mosca è curiosamente quella di complottare con il Cremlino per la caduta dell’attuale esecutivo di Kiev, favorendo il riassorbimento territoriale dell’Ucraina entro la sfera di influenza russa.

Da quando il presidente Porošenko ha revocato la cittadinanza ucraina all’ex capo di Stato georgiano – rendendolo apolide de iure – al quale aveva addirittura affidato l’amministrazione dell’importantissima regione marittima di Odessa, il rapporto tra i due politici è crollato.

Porošenko vede in Saakashvili un rivale alla conduzione dello Stato e una limitazione alla gestione oligarchica della nazione. Dal canto suo, Saakashvili identifica nel grande imprenditore di dolciumi Roshen l’anello debole nelle operazioni di contenimento contro l’assertività russa supportate dagli Usa.

Mentre Kiev si accapiglia su faccende di mera gestione interna del potere, Mosca facilita la riorganizzazione della ribelle regione del Donbas, ossia l’assoggettamento politico e militare di Luhans’k a Donec’k. Se l’amministrazione Trump – distratta da nuovi teatri mondiali – tende al disimpegno in Ucraina, la gestione Putin – rincuorata dall’evoluzione siriana – punta a incrementare la propria influenza in quello che considera il proprio giardino di casa.