Alle elezioni presidenziali della repubblica ex sovietica si impone – con l’apporto massiccio dei residenti della Transnistria – il candidato più vicino a Mosca. Che rischia di essere un utile idiota: i dossier chiave, a Chișinău, passano sulla scrivania dell’oligarca Plahotniuc.

Il candidato socialista filorusso Igor Dodon ha superato l’europeista Maia Sandu nel secondo turno delle elezioni presidenziali in Moldova.

Sandu, che partiva da un distacco a proprio sfavore di circa 10 punti percentuali, ha fatto incetta di voti nelle sezioni estere occidentali fino a quando, in alcune località, sono esaurite le schede elettorali – privando parecchi espatriati della possibilità di esprimere la propria preferenza.

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