Chișinău sta oscillando nuovamente verso Mosca, reiterando così la classica politica estera del viţel deştept, ovvero del “vitello intelligente” che cerca di allattarsi da due vacche: Unione Europea e Russia. Finendo per non nutrirsi affatto.

Dopo circa vent’anni, il popolo della Moldova torna a eleggere direttamente il proprio presidente della Repubblica in un contesto caratterizzato dalla forte instabilità politica interna, da una prolungata crisi economica e dalla grande fragilità geopolitica della regione.

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