Per garantirsi il consenso della popolazione in Crimea, Mosca deve assicurare l’indipendenza energetica e rompere l’isolamento logistico della penisola. Per farlo, la militarizzazione del quadrante nordorientale del Mar Nero pare ineludibile.

Il 21 novembre scorso l’intera Crimea è rimasta senza elettricità in seguito a un sabotaggio delle linee di rifornimento che collegano la penisola all’Ucraina.

L’azione di resistenza è stata rivendicata dagli attivisti dei tatari di Crimea che hanno esposto le loro bandiere sui piloni distrutti dell’alta tensione. Risulta tuttavia ormai chiaro che il gesto ha trovato l’ausilio pratico e ideologico di movimenti ultranazionalisti come Pravy Sektor e Aidar, nonché la compiacenza della guardia di frontiera e dei servizi di intelligence ucraini…

Il ponte panrusso
Carta di Laura Canali (cr. www.limesonline.com)

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